One More Time with Feeling

One More Time with Feeling ★★★

This review may contain spoilers. I can handle the truth.

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Tre stelle sono la media tra le canzoni e i discorsi di Nick Cave e il modo estremamente spiacevole in cui è fatto il documentario (che io ho visto in 2d). Irrispettoso, narcisista, pieno di scelte spiacevoli (la canzone sul finale cantata dai due gemelli Cave come ultimo ricatto emotivo per far piangere lo spettatore), formalista senza un perché (i tre carrelli con effetti speciali fatti apposta per giustificare un 3d senza motivo, il b/n che diventa colore mentre la camera si alza a comprendere - quanta modestia! - tutto il mondo), troppo lungo, puntellato da domande inadeguate e da troppo protagonismo del regista (anche come persona fisica), pietista (le due foto fatte dal figlio di Cave inserite nel film solo per dare una patina di vicinanza), finto-realista (quando neanche le canzoni sono in presa diretta, come si nota dal fatto che alcuni strumenti che si possono sentire non vengono suonati da nessuno), costellato di scene artefatte, morbosamente centrato sulla morte del figlio di Cave come metafora del disco tutto (la scena di lui che si innervosisce per la penna, come se lo spettatore non sapesse fare due riflessioni per conto suo) quando lui stesso continua a dire che anche se nel disco la morte del figlio è dappertutto il disco non parla di quello, perché una cosa del genere non è una spinta creativa, eccetera.

Insomma: bello come contenuti, intollerabile formalmente, peggio di 20000 Days on Earth, spero che Dominik cambi mestiere il prima possibile.