My Friend Dahmer ★★★★

Gli anni teen di Jeff, buffo ragazzone dalle lunghe gambe, le poche parole e l’ombra dentro di sè che sta crescendo prima che lo inghiotta per sempre. Colori saturi, dialoghi giusti, attori bravi. L’ispirazione arriva dall’omonima graphic novel dell’allora compagno di scuola che racconta di quel periodo. Tra le tante scene che cesellano benissimo l’aspetto umano di Jeffrey Dahmer (ce lo dimentichiamo sempre quanto i serial killer siano potenziali specchi delle nostre pulsioni più cupe) quella in macchina con l’amico che gli vuole regalare i disegni. Lui li rifiuta come  sta rifiutando se stesso. Per alcuni aspetti mi ha ricordato Il Giardino delle Vergini Suicide e Carrie lo sguardo di Satana. Ma qui, quello che ti guarda, è l’abisso.