A Clockwork Orange ★★★★★

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Opera inarrivabile di Stanley Kubrick, che tutt'oggi brilla di luce propria e non si fa intimorire da nessuno. Abbiamo una sceneggiatura che scorre che è una meraviglia, con dei colpi di scena davvero notevoli e una caratterizzazione dei personaggi egregia, e che allo stesso tempo offre una marea di spunti su cui elaborare un proprio pensiero. La particolarità dei lavori di Kubrick era anche questa: componeva delle pellicole alla portata di tutti, ma le rendeva uniche. Se oggi qualcuno prendesse la sceneggiatura di Arancia Meccanica e la riproponesse riga per riga, non uscirebbe lo stesso capolavoro. Nessuno può eguagliare Kubrick, nemmeno Kubrick. – Il film vanta un comparto tecnico meraviglioso. Una regia magistrale, che comunica impotenza, rabbia, rimorso e qualsivoglia. Inquadrature studiate nel minimo dettaglio, non a caso alcuni scenari sono diventati di culto. Come, ad esempio, la sequenza iniziale al Korova Milk Bar, a cui è stata dedicata perfino una pagina su Wikipedia. Colonna sonora eccezionale, composta da musica classica che più avanti nella pellicola diventa una chiave di narrazione non indifferente. Possiamo definire rivoluzionaria l'idea di usarla nelle scene violente? Per quanto mi riguarda, sì. Abbinare una cosa piacevole, come, appunto, la musica, a una cosa ripugnante, come la violenza. Anche il peggiore dei bastardi (Alex DeLarge) riconosce l'arte e come tale la rispetta. Più o meno quello che andrebbe fatto con questo capolavoro, nonché pietra miliare, di Stanley Kubrick.