Italian Race ★★★★½

Tragitto casa-cinema 15 minuti.
Tragitto cinema-casa 6 minuti e mezzo.
Anticipando tutte le curve, chiaramente.

Criminalità indotta a parte, Veloce Come il Vento è un film bellissimo.
A livello di scrittura non c'è niente di innovativo: il film pesca a piene mani da tutte le possibili declinazioni del super rodato plot di Rocky. Gli esempi più evidenti sono i richiami a the Fighter e al primo Fast and Furious (il fratello allenatore che si fa di crack e le "preghiere automobilistiche" sarebbero quasi al livello del plagio, se non fosse che sono così ben amalgamati con il resto da sembrare scritti ad hoc). Il tutto è però pregno di una sensibilità tipica del dramma italiano, in particolare quando si tratta il tema della famiglia disfunzionale che riavvicina solo grazie ad una tragedia, nonostante le difficoltà iniziali.
Quello che ho scritto a qualcuno potrebbe sembrare un elenco di difetti del film, ma il fatto è che la commistione di tutti questi elementi funziona egregiamente. E soprattutto è in grado di servire quello che è il fulcro del film: le scene di guida, che sono tante e sono tutte bellissime.
Queste possono essere divise in due categorie, quelle in pista e quelle non in pista. Queste ultime svettano in particolar modo sulle prime, sia per il coinvolgimento emotivo che per spettacolarità (questo per motivi puramente extra cinematografici, è chiaramente più semplice realizzare una scena in un circuito chiuso che in ambito urbano).
È impossibile parlare del film senza dire due parole sulle interpretazioni.
Stefano Accorsi è un po' il Johnny Depp italiano: un sacco di over acting per impersonare sempre Stefano Accorsi (vedi 1992). In Veloce Come il Vento questo non accade, nonostante il personaggio fosse predisposto per un'interpretazione ben sopra le righe. Loris de Martino risulta quindi essere un personaggio sí particolare, ma non tanto perché si comporta in modo esagerato ed ai limiti della naturalezza, bensì perché pur essendo un personaggio larger-than-life non risulta mai essere la caricatura di sé stesso.
Bravissimi anche tutti gli altri, e prospetto un futuro roseo per Matilda de Angelis.

Un'ultima postilla a margine. Ho cercato di evitare il discorso dell' "è bello perché è italiano": Veloce come il Vento è bello perché è un bel film. Quello che posso dire però è che "è esaltante perché è italiano": vedere le auto sfrecciare per le vie di Bologna o di Matera guidate da personaggi che, pur essendo piloti, sono persone comunissime come me e voi, è estasi pura. Mai mi era capitato di uscire dal cinema così esaltato dopo un film italiano. E non è assolutamente roba poco, vacca boia.

Riccardo liked these reviews