Mad Max: Fury Road ★★★★★

"Difficile da capire chi fosse il più folle: io o gli altri."

Mad Max, già conosciuto precedentemente nei vecchi Interceptor (1979), Interceptor: Guerriero della strada(1981) e Mad Max: Oltre la sfera del tuono (1985), trilogia diretta e prodotta dal regista George Miller, viene trent'anni dopo realizzato dallo stesso con il titolo di Mad Max: Fury Road, come una sorta di rivisitazione delle vecchie pellicole. Il protagonista, l'antieroe Max Rockatansky - allora interpretato da Mel Gibson, oggi da Tom Hardy ('Inception', 'Revenant') - viene perseguitato da incubi e flashbacks della sua vita precedente: il suo unico compito è quello di sopravvivere. Max si esprime con poche battute nella maggior parte del film, nonostante ciò la recitazione di Hardy, sebbene silenziosa, riesce ad essere al meglio catturata anche solo attraverso lo sguardo, del resto congeniale al taciturno personaggio che interpreta. L'ex-poliziotto, come vediamo all'inizio del film, viene rapito dai Figli della Guerra di Immortan Joe, interpretato da Hugh Keays-Byrne, e portato alla sua Cittadella dove viene sottoposto a continui salassi per rinvigorire i Figli di Guerra convalescenti, tra cui un ragazzo di nome Nux interpretato da Nicholas Hoult ('X-Men: L'inizio', serietv 'Skins Uk'). Intanto, l'Imperatrice Furiosa, interpretata dalla statuaria Charlize Theron - che riesce a mostrarci non solo l'archetipo di bellezza femminile ma anche forza ed audacia - alla guida di una blindocisterna, per recuperare del carburante necessario per Immortan Joe, riesce a pianificare la fuga delle "Cinque Mogli", Angharad la splendida (Rosie Huntington-Whiteley), Toast la sapiente (Zoë Kravitz), Capable (Riley Keough), Dag (Abbey Lee) e Cheedo la fragile (Courtney Eaton), destinate ad accoppiarsi generando una stirpe e trattate dallo stesso Immortan Joe come oggetti.
George Miller, scenograficamente parlando, ha voluto richiamare quella dei vecchi film realizzando un futuro distopico post-apocalittico, per cui lo scenografo Colin Gibson si è anche occupato del design della maggior parte dei veicoli presenti nel film - la costruzione di alcuni di questi era già avviata anni prima, nel 2003 - ed essi sono stati ideati per caratterizzare e donare dettagliatamente quello che è il contesto post-apocalittico, ed alcune scene realizzate direttamente grazie alla computer graphic. E' forse uno dei tanti motivi che mi ha spinto ad apprezzare ancora di più questo prodotto, giacché vidi tempo fa delle Concept Art & Graphic realizzate da vari illustratori.
La scenografia assume un ruolo importante, ma non si esclude il lavoro della fotografia e degli effetti speciali che rendono questo film un vero e proprio spettacolo, a mio parere.
Ciliegina sulla torta: le soundtracks, piene d'effetto e di epicità allo stesso tempo, indimenticabili - senza tralasciare la presenza del Dies irae di Giuseppe Verdi - insomma un misto di potenza pura.
Poiché criticato dai più, che lo definiscono come un film di 'solo inseguimenti e battaglie nel deserto', io mi aspetto dai sequel di Mad Max: Fury Road una più approfondita analisi dei numerosi folli ritratti che ci ha già squisitamente, sebbene in maniera superficiale, fornito -citando il film- ''Il mondo è dei folli''.
Promosso a pieni voti: 5 stelle!!