King Kong

King Kong ★★★★½

King Kong è uno dei miti più poderosi e duraturi che il cinema ci abbia consegnato. Il film, diretto brillantemente da Merian Cooper ed Ernest Schoedsack, è una rilettura della leggenda archetipa della bella e la bestia. La coppia di registi, infatti, pone al centro della storia un amore impossibile, un legame tanto inverosimile quanto incrollabile, tra una donna bianca, emblema della bellezza femminile, ed un mostro titanico, distruttivo e violento. Un re invincibile che improvvisamente si scopre vulnerabile, tormentato da un nemico prima sconosciuto: il sentimento. Il gigantesco gorilla incarna il simbolo della ribellione della natura, sconvolta ed offesa dall'arroganza e dall'avidità dell'uomo. In questo senso, King Kong mette a confronto due ambientazioni: da una parte un'isola sperduta in mezzo all'Oceano Indiano, terra misteriosa e primordiale, sottoposta all'ordine di una natura selvaggia ed incontaminata; dall'altra una New York frenetica ed alienante, afflitta da un periodo di gravissima incertezza economica, dove Kong viene trasportato per essere esibito come fenomeno da baraccone. La grande metropoli viene descritta come luogo di umiliazione e sfruttamento, una giungla urbana di acciaio e vetro che il gorilla finirà per fare a pezzi, in una vendetta catartica contro la civiltà industriale da cui il pubblico dell'epoca, vittima della Grande Depressione, si sente tradito. La pellicola è una vera esperienza sensoriale che offre esotismo, avventura, brividi, emozioni e soprattutto un mondo fantastico e spettacolare di formidabile potenza. Tutto questo è possibile grazie ai rivoluzionari effetti speciali di Willis O'Brien, ma anche alla colonna sonora composta da Max Steiner, ai terrificanti effetti sonori e alla grande inventiva registica con la quale Cooper e Schoedsack riescono a mettere in scena le nostre paure più ataviche e profonde.

Here's the english version of the review.

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