Dumbo ★★½

"In questo circo crediamo che gli animali selvatici non debbano vivere in cattività."
A parte i cavalli. Come ci insegnano I Griffin, "i cavalli sono persone orribili".
Irrilevante.
Talmente irrilevante che preferisco parlare dei Cinema Days.

Cinema Days =/= Autorizzazione a portare vostra figlia iperattiva di 2-3 anni al cinema, talmente interessata al film che dopo 10 minuti inizia a urlare "QUANDO ANDIAMO A CASA?". Tanto il biglietto costa 3 €, a voi che cazzo ve ne frega di quelli che avete intorno?
Tu hai passato un'ora e mezza su Whatsapp; tua moglie ha guardato sprazzi di film attraverso l'obiettivo Instagram (perché doveva fare le storie che se stava a vede' Dumbo), e poi ha passato il resto del tempo a controllare le notifiche su quella merda di faro al neon con la luminosità sparata al massimo.
Vi siete accorti di avere una figlia solo quando lei ha chiesto le patatine e, giustamente, siccome stavate a fa poco casino, c'avete messo tre ore ad aprire un sacchetto, stropicciandolo e accartocciandolo senza ritegno, facendo più rumore di quando si scarta un uovo di Pasqua.

"Il biglietto costa 3 €" stocazzo. Biglietto a 15-20 €, come a teatro, codice di comportamento scritto e stampato in bella vista sulle pareti della sala, consegna dello smartphone all'entrata e maschere che appena fiata la prole ti spezzano l'albero genealogico.
Il cinema non è un parco giochi, non è un posto dove andare a perdere tempo perché fuori piove e non puoi farti una passeggiata. È un posto che merita rispetto, dove puoi condividere un'esperienza collettiva magica a un prezzo irrisorio, a patto di obbedire a un'unica, semplicissima regola: "te devi sta' zitto, non devi disturbare."
Se non sei capace di rispettarla (e farla rispettare) non meriti di essere invogliato da iniziative del genere. Anzi, andresti scoraggiato. Anche perché tu al cinema ci vai una volta l'anno, a prezzo ribassato, e ci vai solo per rompere i coglioni agli altri, visto che del film non te ne frega nulla. Io ci vado almeno una volta alla settimana, spesso più di una. Sostengo il settore spendendo una cifra considerevole, sacrificando altri piaceri e passatempi, spesso facendo anche la cresta su cose più "necessarie". Se mi rompi i coglioni (e ormai succede troppo spesso, tant'è che mi pare di scrivere sempre le stesse cose) magari decido di smettere di andarci. E non sostengo più il settore. E se tutti quelli che lo sostengono tutto l'anno smettono di farlo, al cinema fra un po' non ci potrà andare più nessuno.