Logan Lucky ★★½

Soderbergh unisce il suo genere preferito, la denuncia sociale, con il genere che l'ha reso più famoso, gli heist-movie. La truffa dei Logan (il titolo in inglese ha più senso, "Logan lucky") è perfettamente integrato nell'ambiente: un'America rurale fatta di ex-militari menomati, bambine costrette a partecipare e concorsi di bellezza, operai licenziati; il problema è che la carrellata dei suoi personaggi non funziona, poiché risultano tutti banali, rinchiusi in stereotipi cinematografici più che ruoli avocativi a quelli della società moderna.

La truffa dei Logan risulta un heist-movie mediocre, mancante di quegli aspetti da commedia brillante che invece crede di avere. Non è spiritoso, colpa del fatto che i personaggi appaiono insipidi in confronto agli standard americani della commedia di genere. Non basta una trama (che vorrebbe essere) articolata per stupire lo spettatore.

La mia attenzione ha ceduto ripetutamente durante la visione, conscio del fatto di vedere un film che si sarebbe svolto senza sorprese di sorta. E così è stato.