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  • The Host

    The Host

    ★★★★

    Impossibile non voler bene a Bong Joon-ho, già solo per il fatto di aver girato questo folle monster movie in cui la creatura è praticamente sempre in bella vista. Poi ci sarebbe anche tutto il resto: un'unione di toni e generi diversi, dal drammone famigliare ai momenti più comici, con una buona dose di satira anti-americana (ma anche i sudcoreani non fanno una gran figura).
    Vedendolo dopo Okja si notano diversi punti in comune tra i due film, soprattutto nel messaggio di fondo, ma questo è decisamente più riuscito. E si è anche mantenuto piuttosto bene, essendo uscito ormai 12 anni fa.

  • Detroit

    Detroit

    ★★★½

    La Bigelow abbandona il Medio Oriente e si sposta a Detroit dove, con le dovute proporzioni, la tensione rimane altissima. È il classico film che si potrebe definire "necessario": la rivolta degli afroamericani è avvenuta nel '67, ma l'argomento è ancora d'attualità nel 2018. Detroit qui diventa una zona di guerriglia, ben rappresentata con uno stile crudo e realistico dalla Bigelow. Il focus è soprattutto sull'Algiers Motel, dove la tensione diventa quasi insopportabile e si prova un senso di impotenza davanti alla violenza della polizia. Peccato per un'ultima parte, tra le indagini e il processo, piuttosto classica e molto meno incisiva del resto del film.

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  • It

    It

    ★★★½

    Il film di Muschietti è una buona trasposizione di quello che è a tutti gli effetti il capolavoro di Stephen King. Non è per niente facile adattare un romanzo del genere, soprattutto per com'è strutturato. Qua la scelta è quella di dividere la storia in due film, privandosi però dei continui flashback presenti nel romanzo e degli interludi sulla storia di Derry. E in poco più di due ore ovviamente è difficile dare a tutti i personaggi il giusto spazio…

  • BlacKkKlansman

    BlacKkKlansman

    ★★★★

    Un film potente, che alterna momenti di vera e propria commedia ad altri decisamente più drammatici gestiti con grande equilibrio da Spike Lee. Il messaggio del regista è forte e più attuale che mai, ed è molto efficace perché arriva dopo un ottimo film. Lee riesce innanzitutto a intrattenere, mantenendo un tono abbastanza leggero durante le indagini di Ron (Washington e Driver funzionano perfettamente) e ridicolizzando le assurdità del KKK. Ma le risate sono spesso amare, perché lasciano presto spazio…