Judas and the Black Messiah ★★★

Si sta da qualche tempo assistendo ad un rinascimento nero per quanto riguarda il cinema a stelle e strisce che riguarda tutti i generi, dall'horror, al supereroistico fin a quello di denuncia, come appunto in questo caso in cui si ripercorre il martirio di Fred Hampton presidente della sezione di Chicago delle Black Panthers, "giustiziato" dalla polizia su mandato dell'FBI, e grazie a una spia nell'interno dell'organizzazione.
Ed in effetti il film è scisso in due: da un lato la furia iconoclasta e rivoluzionaria di chi vuole cambiare le cose per il bene generale, e sostituire il capitalismo con il socialismo; dall'altro un piccolo delinquente incastrato dalla legge che, per preservare se stesso e guadagnarci pure, si presta a uno sporco gioco.
Il Giuda del titolo che per trenta denari tradisce il messia e poi si uccide.
Tutto bene quindi?, direi nì, alcune scene sono potenti: i discorsi di Fred Hampton, il lato di genere con le sparatorie è ben filmato, c'è un mefistofelico suo malgrado Jesse Plimons che fa l'agente dell'FBI progressista ma convinto che i Black Panthers siano l'altra faccia del klu klux klan; ma il lato propriamente di denuncia sconta tutti i limiti del discorso politico e per uno spettatore non americano è pure difficile da seguire.
Ben vengano comunque pellicole di tale impatto.